Jacula: occultismo in musica nell'Italia di fine anni '60
scritto da Nimiel78 il sabato, 10 ottobre 2009 ,10:48
Al termine degli anni ’60, alla fine dell’era beat e delle profusioni lisergiche, la musica ricercò nuove vie d’espressione in contrapposizione alla spensieratezza e sdolcinatezza di parte della cultura degli anni precedenti. Nacque, in particolare, l’interesse verso atmosfere cupe, suoni oscuri e dissertazioni su mistero, magia, riti esoterici. Il rock si adornò di un immaginario dark (talora solo di facciata, altre volte non solo) fatto di croci, teschi, richiami a culti arcani e tutto ciò attinente ad atmosfere lugubri e una sfera cosiddetta “negativa”. Naturalmente l’Italia era ancora molto indietro, solo pochi gruppi iniziavano a muoversi su territori diversi dalla tradizione.
C’è stato, tuttavia, un gruppo italiano che già a fine anni ‘60 si propose con toni decisamente oscuri e misteriosi: gli Jacula.
A metà anni ’60, nel paesino di Cerreto, nel Marchigiano, un giovanissimo musicista, Antonio Bartoccetti, volle tradurre il proprio immaginario magico ed esoterico, che i boschi dove amava passeggiare la notte gli ispiravano, in musica. In quello stesso periodo, nel paese si parlava di uno strano personaggio, Franz Parhenzy, conosciuto come “il Mago”, che viveva su un monte e praticava strani riti. Antonio ne fu conquistato e all’età di 18 anni ebbe modo di conoscerlo, venendo così introdotto nell’affascinante mondo dei riti esoterici e iniziando a scrivere pezzi che poi appariranno sul primo disco della band.
Nel frattempo, Bartoccetti si spostò verso Milano, dove incontrò vari artisti underground, e di lì a breve iniziò concreti progetti musicali, fondando ben tre gruppi contemporaneamente, i Dietro Noi Deserto, gli Jacula e gli Antonius Rex (pseudonimo che adottò per se stesso).
Al suo fianco si affiancò un’eterea figura, la bellissima Doris Norton, alias “Fiamma Dello Spirito”, una ragazza dagli occhi di ghiaccio, definita “angelo nel cantare e demone nel suonare un vecchio armonium”.
L’unico progetto che venne portato concretamente avanti fu Jacula, grazie ai consigli di Alvin Lee, chitarrista dei Ten Years After, che mise in contatto Antonio Bartoccetti con la Gnome Records.
Il gruppo prese forma proprio a Milano nel 1968.

Il loro sound potrebbe rientrare in una molteplicità di catalogazioni e nessuna di queste sarebbe definitiva: antesignani del dark, sperimentali, esoterici, satanici, inquietanti, psichedelici. I loro testi, ora in latino ora in italiano, arricchiti da invocazioni ancestrali, hanno come filo conduttore costante ed ossessivo un certo gusto per culti oscuri ed esoterici.
Oltre al sound unico per l'epoca, i testi contemplano spesso psicotiche nenie maledette captate direttamente da un'altra dimensione dal medium Franz Parthenzy, che in trance "dettava" le coordinate per i testi al gruppo. Questo può definirsi uno dei pochi e reali esempi di una musica davvero esoterica e volta all’occultismo, fine nelle radici profonde.
Il fascino della musica degli Jacula resta comunque innegabile a prescindere anche dai testi e certi brani sono dei piccoli capolavori di psichedelia nera, tanto da poter affermare che il loro suono abbia anticipato, e in maniera assai più evocativa, certe atmosfere diaboliche tanto care a molte band degli '80 e '90.
La discografia degli Jacula è ugualmente assai particolare.
Per il loro primo album, Antonius volle che il materiale registrato finisse nelle mani di sole persone che potessero comprenderne a fondo i messaggi, cosicché “In Cauda sempre Stat Venenum” (1969) venne stampato in soli 300 esemplari (più 10 promozionali), alcuni dei quali andarono a sette religiose. Il contenuto musicale del disco è molto originale: un organo liturgico, un Hammond, una Gibson e un basso cupissimi, timpani orchestrali, mancanza di percussioni.
Successivamente Antonius si documentò molto, viaggiò, tornò nelle Marche per andare ad abitare in un castello che utilizzò come vero e proprio quartier generale.
Con nuova linfa vitale e stessa line-up, il gruppo registra il materiale per il secondo lavoro, “Tardo Pede In Magiam Versus” (1972), caratterizzato da lunghe e spettrali parti strumentali d'organo, ancora più solenne nel contenuto per i testi spesso recitati più che cantati, resi magici dalla voce di Doris Norton, che oltre alle tastiere suona anche il violino.
Dopo questo disco, il gruppo si sciolse e Bartoccetti creò un nuovo progetto chiamato Antonius Rex, con cambi di musicisti, ma con ancora Doris Norton in formazione.
Formazione originale: Antonio Bartoccetti (voce, chitarra, basso), Doris Norton (conosciuta anche come Fiamma Dello Spirito; voce, violino, flauto, effetti speciali e tastiere), l'organista Charles Tiring e il medium Franz Parthenzy.
Discografia
1969 - In Cauda Semper Stat Venenum
1972 - Tardo Pede In Magiam Versus
[2009 - Pre Viam]
Link
Antonius Rex Official Website
Storia e discografia
Discografia
1969 - In Cauda Semper Stat Venenum
1972 - Tardo Pede In Magiam Versus
[2009 - Pre Viam]
Link
Antonius Rex Official Website
Storia e discografia
In cauda semper stat venenum
Hai cercato riposo sullo scheletro
Del monte e non l'hai trovato...
Io sono il mago
Hai trafitto ogni memoria
Cercando la sua acqua
Per farne rugiada di croci
E di rose.
Per camminare al di sopra,
Conoscerai quel freddo
A sinistra della fantasia....
Quel gelo di cristallo che semina gocce
Grandi come il mondo
E lascia impronte
Sulla strada del tempo
Come perdute cime d'albero
I miei occhi penetrano il freddo buio
Parallele alla mia terra isolata
Nessun legno per la mia fiamma.
Il destino arriva e parla con parole antiche...
Questo lo diverte.
In cauda semper stat venenum.
Hai cercato riposo sullo scheletro
Del monte e non l'hai trovato...
Io sono il mago
Hai trafitto ogni memoria
Cercando la sua acqua
Per farne rugiada di croci
E di rose.
Per camminare al di sopra,
Conoscerai quel freddo
A sinistra della fantasia....
Quel gelo di cristallo che semina gocce
Grandi come il mondo
E lascia impronte
Sulla strada del tempo
Come perdute cime d'albero
I miei occhi penetrano il freddo buio
Parallele alla mia terra isolata
Nessun legno per la mia fiamma.
Il destino arriva e parla con parole antiche...
Questo lo diverte.
In cauda semper stat venenum.




